quadriga di cavalli impennati rivolti verso sinistra e (a destra) tracce di un auriga
Notizie storico-critiche
Data la frammentarietà del pezzo, non è possibile ricostruire con certezza la scena nel suo complesso: poteva trattarsi di un episodio mitico di ratto (come nel noto rilievo del Falero), di una rappresentazione trionfale di un eroe su carro, oppure di un rilievo votivo per una vittoria col carro (come nelle gare vittoriose dell'apobateion nei rilievi di Atene e da Oropos). La critica non è concorde sulla datazione del pezzo: Marconi, sulla scia del fregio partenonico, l'ha collocato negli ultimi decenni del V a.C. indicandolo come una produzione attica. Tuttavia, L. Beschi, che non concorda sull'identificazione del marmo come pentelico, ritiene che il linguaggio figurativo del pezzo non trovi confronti nel periodo classico. Il monotono impaccio delle zampe posteriori, il ventaglio aperto di quelle anteriori, l'esecuzione plastica delle redini e dei finimenti secondo lo studioso sarebbero invece indizi di una produzione di epoca ellenistica o addirittura tardo ellenistica e imperiale.
Descrizione
Lastra in origine presumibilmente rettangolare delimitata da un listello aggettante.
Dettagli
Tipologia
Reperto archeologico
Collocazione specifica
Museo Lapidario Maffeiano
Localizzazione geografico-amministrativa attuale
VERONA (VERONA)
Materia tecnica
Marmo bianco a grana media
Misure
cm 50.5 x 42 x 13.5
Definizione culturale
Ambito culturale greco, attico