Venere pudica
Notizie storico-critiche
il tipo, elaborato probabilmente nel corso del I secolo a.C., è diffuso in tutto l'Impero e raccoglie statuette stanti tutte nella medesima posizione, se pure poggiate indifferentemente sulla gamba destra o sulla sinistra. L'esemplare di Torcello, così come altri rinvenuti prevalentemente, ma non solo (un esemplare, frammentario, è noto anche a Industria) nell'Italia nord-orientale (tra le altre, Este, Spilimbergo, Val di Non), si caratterizza per una pettinatura che permette di porre un terminus post quem alla piena età augustea. La cronologia si può quindi genericamente collocare nella prima età imperiale
Descrizione
Venere stante, nuda, con la gamba destra leggermente flessa, scostata e avanzata. Il braccio destro è flesso e proteso, con il palmo rivolto verso l'alto a reggere un attributo oggi mancante (di solito un pomo o, più raramente, un piccolo recipiente per profumi). Il braccio sinistro è in probabile posizione di appoggio su un sostegno laterale (il sostegno è quasi sempre necessario in queste statuine di Venere a causa dello sbilanciamento delle gambe) e la mano, rivolta verso il basso, è in atto di stringere, forse, un altro attributo perduto. La testa, leggermente volta a destra, è ornata da un diadema decorato a semicerchi incisi accostati. I capelli, con scriminatura centrale, sono disposti a corona sulla fronte e sulle tempie e sono raccolti sulla nuca in una crocchia da cui scendono sul collo e sulle spalle due coppie di trecce in posizione simmetrica. Il volto ovale ha gli occhi segnati da due piccoli incavi circolari, naso irregolare e bocca indicata da un solco.