Dioniso
Notizie storico-critiche
La testa, già appartenuta alla Collezione Grimani, aveva fatto parte per secoli di una statua di Dioniso (inv. 127/A), collocata in una delle grandi nicchie del vestibolo della Libreria Marciana. Quest'ultima era il risultato di un restauro rinascimentale che aveva assemblato in modo del tutto arbitrario frammenti antichi e moderni di diversa provenienza. Il tronco, ora conservato in una nicchia dell'Antisala della Libreria Sansoviniana, accanto alla Biblioteca Marciana, secondo Carlo Anti era forse pertinente a una statua datleta su modello della fine del IV sec. a.C.; le braccia, le dita del piede destro, il piede sinistro sono invece aggiunte di età moderna. Negli anni venti del Novecento, la testa fu staccata e sostituita con una replica in gesso.
Lidentificazione dellarchetipo è avvenuta da parte della critica solo negli anni settanta del secolo scorso, a causa del restauro rinascimentale che coinvolse la testa, sottraendola alla dovuta attenzione. Per motivi tecnico-formali, è da ritenere che la testa sia una copia di età antoniniana (138-192 d.C.).
Descrizione
Testa di Dioniso con pettinatura fluente, spartita sopra la fronte, le cui chiome, che si dipartono a fiamma con movimento serpentino e con terminazione a uncino, scendono lungo i lati a incorniciare il volto, fino a coprire le orecchie. Il capo è cinto da una corona d'edera i cui rami si intrecciano con i capelli sulla fronte, mentre il volto, con unespressione inquieta e pensosa, ha lo sguardo rivolto verso l'alto, evidenziato dall'andamento dell'arcata orbitale che si apre allargandosi verso l'angolo esterno dell'occhio.