Satiro
Notizie storico-critiche
La testa di Satiro veneziana, rispetto agli altri esempi noti, denota un'originale inventiva e freschezza espressiva, con la creazione di un sorriso malizioso particolare, ottenuto anche grazie alla resa di un modellato chiaramente ispirato ai valori della tradizione prassitelica, come indicano i delicati passaggi di luce che ne ammorbidiscono i tratti somatici e i caratteri pittorici dei capelli e della bocca, cui contribuisce anche l'uso del trapano corrente.
Le teste di Satiro, sia nellarte ellenistica che in quella romana, sono una diversa dallaltra, poiché presentano anche minime variazioni nel trattamento delle ciocche dei capelli, ma soprattutto nella resa del sorriso, particolarmente complesso da riprodurre sempre identico. Il tentativo, pertanto, di stabilire una cronologia delle numerose teste di satiro sulla base della loro espressione non costituisce un valido criterio, specialmente se si considera che la mancata riproduzione dello stesso sorriso non è dovuta a una sorta di capriccio dellartista, come molti hanno ritenuto, quanto piuttosto a una vera e propria incapacità tecnico-contenutistica nel ricopiare questo tipo di espressione.
Descrizione
Piccola testa di satiro sorridente, con capelli irsuti portati all'indietro con ciocche a fiamma ad andamento diverso, che lasciano esposte le lunghe orecchie appuntite, elemento caratterizzante della propria natura ferina. Tutte le caratteristiche del volto concorrono a evidenziarne l'espressione sorridente, particolarmente maliziosa e vivace: gli occhi molto infossati, con le palpebre quasi chiuse, a forma di mandorla, gli zigomi sporgenti, il cui rigonfiamento è accentuato dal trattamento chiaroscurale della zona naso-labiale, la bocca semiaperta con il labbro superiore alzato, che rende visibili i denti della chiostra superiore.
Il lato posteriore della testa è abbastanza curato e questo lascia presupporre che il satiro dovesse essere visto anche dal retro.