Ermafrodito, Satiro
Notizie storico-critiche
Per la maggior parte degli studiosi il gruppo statuario, di cui rimane solo l'Ermafrodito, peraltro in condizione frammentaria, e qualche traccia del Satiro, doveva appartenere al legato Grimani del 1586; diversamente, M. Perry ritiene che appartenesse a quello del 1523.
La testa dell'Ermafrodito è pesantemente rilavorata, tanto che è stato supposto che sia addirittura moderna.
Lopera di Venezia, pur resa con cura nello schema generale, interpreta il soggetto in chiave puramente accademica che, per motivi stilistici, è da considerare una copia romana, probabilmente di età adrianea.
Descrizione
Statuetta di Ermafrodito ritratto nella nota posizione in cui lotta per difendersi da un Satiro che tenta di violentarlo: con una rapida torsione del busto, esso doveva allungare il braccio destro per puntare le dita sugli occhi del Satiro, mentre con la mano sinistra ne afferrava il piede per farlo cadere all'indietro. La testa presenta una capigliatura a scriminatura mediana da cui i capelli, leggermente ondulati, si dipartono per raccogliersi, in forma di trecce, in parte in una crocchia sulla nuca, in parte formando un giro sopra la testa che si conclude con un nastro sulla sommità; ha lo sguardo rivolto verso l'alto, sottolineato dalle pupille degli occhi profondamente incise, e presenta la bocca aperta, con la chiostra superiore dei denti e la lingua in evidenza, lasciando trasparire un'espressione ridente.