Cleobis e Biton

Notizie storico-critiche

Il rilievo è noto come “Rilievo di Cleobis e Biton” già alla fine del Seicento, dallo schizzo della figura centrale posta di fronte al tempio, opera del pittore e incisore olandese Maarten van Heemskerck, attivo a Roma tra il 1532 e il 1536. Qualche decennio più tardi è presente nel Codex Coburgensis e su altre raccolte di disegni di epoca successiva. Il rilievo entrò a far parte della Collezione Grimani. L’opera ha alimentato sin dall’inizio un ampio dibattito sia sul significato delle singole scene che vi sono rappresentate, sia sulla funzione del rilievo, principalmente in virtù del fatto che esso è stato oggetto di numerosi rifacimenti e interventi d’età moderna, per i quali sono stati utilizzati anche parti di sculture antiche, a tal punto che ne è stata messa in discussione la stessa origine antica. Allo stato attuale degli studi, la critica concorda nel ritenere anzitutto che il rilievo, a lungo interpretato come la fronte di un sarcofago, sia invece una lastra di copertura di loculi, un tipo di monumenti che comunque presenta forti analogie stilistiche e di contenuto con i rilievi dei sarcofagi romani.

Descrizione

Rilievo suddiviso in quattro scene, da sinistra a destra: nella prima, ambientata in uno scenario naturalistico costituito da querce e da un piano roccioso, è rappresentata una figura muliebre con il capo in parte coperto da un velo, stante sopra un carro trainato da una coppia di buoi; accanto agli animali, sono ritratti in secondo piano due fanciulli, con la clamide allacciata al collo, che incedono verso destra, mentre aiutano i buoi a trainare il carro, l'uno afferrando con il braccio destro una barra obliqua, l'altro un elemento fissato al timone del veicolo. Nella seconda scena, al centro del rilievo, la figura femminile è raffigurata di profilo, vestita con tunica e mantello, stante di fronte a un tempio tetrastilo corinzio, con colonne tortili e frontone sormontato da acroteri a palmetta, con il timpano decorato al centro da un cesto di frutta verso il quale si dirigono due serpenti. La donna solleva con entrambe le mani due fiaccole verso l'alto, mentre ai suoi piedi giacciono supini i due fanciulli, con il capo appoggiato sul braccio sinistro. Nella terza scena, la stessa coppia di fanciulli regge le briglie di un carro trainato da due cavalli che stanno per alzarsi verso il cielo; sul carro, una donna dai tratti idealizzati, vestita con un chitone stretto sotto il seno e con un ampio mantello, aperto nella velificatio. Nella quarta e ultima scena, ricavata quasi al margine del rilievo in uno spazio ristretto, è raffigurata di nuovo la donna col capo velato, seduta su una roccia nell'atto di accogliere al grembo i due fanciulli. Sullo sfondo, alberi di quercia.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VENEZIA (VENEZIA)

Materia tecnica

marmo

Misure

cm. 64 x 10 x 147

Definizione culturale

ambito culturale romano/ età imperiale

Link scheda estesa

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