Notizie storico-critiche
La stele è databile al sec. II d.C. sulla base delle caratteristiche della scrittura, mentre incerta ne rimane la provenienza, per quanto sia comunemente considerata una produzione di Paro per il fatto che Sokratea si definisce di Paro e per la presenza di altre stele parie disperse a Venezia.
La stele fu trasportata a Venezia dalla Grecia a opera di Michele Sosiano prima del 1565, anno della sua morte, e successivamente divenne parte della Collezione di Giovanni Grimani. Essa risulta costituita di due frammenti ricomposti, giunti in Museo in tempi diversi: un frammento faceva parte del lascito Grimani del 1586 ed era già presente al momento dell'allestimento dello Statuario Pubblico; l'altro frammento rimase a Palazzo Grimani e fu donato alla Marciana nel 1812 da Virginia Chigi-Grimani.
L'iscrizione consiste in un epigramma funerario in nove distici elegiaci, articolato in forma di dialogo tra la defunta Sokratea di Paro e un passante. Sokratea, interrogata dal passante, ringrazia il marito Parmenione per avere eretto il monumento funebre e racconta di essere morta di parto a trentasei anni dando alla luce il terzo figlio, anch'esso morto con lei; il passante, commosso per la triste vicenda, prega Persefone perché la accolga tra i cori dei beati. L'epigramma si conclude con l'augurio benevolente di Sokratea perchè le divinità siano ben disposte nei confronti di chi, passando, le rivolge un saluto. In basso, la firma del poeta Dionysios di Magnesia.
Descrizione
Stele rettangolare, lavorata a gradina lungo i bordi e sullo specchio epigrafico; lungo i bordi dei lati lunghi, sono visibili due piccoli incassi rettangolari, funzionali all'affissione della stele.