Notizie storico-critiche
Tra i numerosi esemplari di applique con Dioniso bambino, finora è noto solo uno da Milano di cui si conserva ancora il recipiente, una situla a profilo concavo-convesso che pare caratteristica delle province orientali dell'Impero. La datazione del tipo dell'applique con Dioniso bambino si basa su considerazioni stilistiche e sul rinvenimento dell'applique di Angera insieme a un ripostiglio monetale occultato intorno al 250. Anche se questo momento costituisce solo un terminus ante quem per la produzione del pezzo, la cronologia proposta tra tardo II e III secolo sembra accettabile, mentre non convince la datazione tra la fine del I e la prima metà del II secolo proposta in Tombolani 1981, con la motivazione che l'agro altinate restituisce poco materiale di III secolo
Descrizione
applique di forma trapezoidale molto allungata con la base maggiore posta in alto da cui ha origine l'anello per l'aggancio del manico mobile, rivestito da una foglia lobata; sulla faccia posteriore, liscia, è visibile la risega per il fissaggio al labbro del recipiente cui era saldato in origine. L'applique è conformata a foglia con bordo seghettato e sottili venature a rilievo; sulla faccia a vista, ad altorilievo, Dioniso bambino sotto un pergolato. Il fanciullo è raffigurato nudo, stante poggiato sulla gamba destra e con la sinistra leggermente flessa e scostata lateralmente; si appoggia con il braccio sinistro, flesso, a un tirso con stelo avvolto da un nastro e apice a pigna, mentre il braccio destro è volto verso il basso e un po' piegato e tiene nella mano un grappolo d'uva. Il capo, volto di tre quarti a sinistra, ha i capelli raccolti a ciocca sulla fronte e ricadenti con riccioli schematizzati ai lati del volto segnato da ampie fosse orbitali, bocca piccola con labbra carnose e naso schiacciato. Al di sopra del dio è un tralcio di vite, che segue il bordo superiore della placca, con grandi foglie alle estremità delle quali sono due grappoli d'uva