cavaliere
Notizie storico-critiche
Il pezzo rientra in un numero di esemplari ampiamente distribuiti dalla fine del V sec. a.C.-inizi IV sec. a.C. fino alla tarda età romana, dall'Attica e dalla Beozia all'Asia Minore e alle isole greche, fino anche all'area danubiana dove questo tipo di immagine trovò una codificazione specifica nelle iconografie del cavaliere trace e dei cavalieri danubiani. Il cattivo stato di conservazione e la modestia dell'esecuzione rendono piuttosto complesso inquadrarne il puntuale schema iconografico, poichè l'immagine del cavaliere viene adottata in più iconografie con funzione diversa (votiva, funeraria, raffigurazioni imperiali e private).
Altrettanto complesso risulta identificarne la provenienza, per la quale Francesca Ghedini è propensa a ritenere che non si tratti di una produzione locale, nonostante la modestia dell'esecuzione, ma che sia riconducibile alla produzione dell'artigianato minore gravitante intorno alle aree templari e alle necropoli dell'area microasiatica e nesiotica, dove il soggetto del cavaliere ebbe particolare fortuna sia durante l'età ellenistica che romana; il rilievo sarebbe giunto a Torcello tramite i canali del collezionismo veneziano.
Descrizione
Il rilievo, di forma probabilmente rettangolare e profilato lungo il bordo superiore e inferiore da un sottile listello aggettante, ritrae un cavaliere che avanza verso destra con la mano destra sollevata verso l'alto. Vestito con corta tunica e un'ampia mantella svolazzante, il cavaliere presenta il capo coperto da una benda che lascia intravedere una corona di capelli, guarda diritto davanti a sè e tiene il braccio destro sollevato, in un gesto probabilmente cultuale. Il cavallo, raffigurato in una falcata di galoppo raccolto, presenta il collo poderoso, la criniera leggermente accennata e le masse muscolari distribuite in modo equilibrato.