epifania di divinità (Demetra o Era)
Notizie storico-critiche
Il rilievo costituisce un'offerta ex-voto a una divinità femminile (Demetra o Era); è caratterizzato da schemi iconografici molto comuni e da una struttura compositiva che rientra nella tipologia tradizionale, con l'unica eccezione della donna con cista (cistofora) che è ritratta in primo piano, quando di solito viene normalmente relegata nel fondo della scena processionale. L'esecuzione molto modesta, particolarmente evidente nella resa delle vesti, non consente un'analisi di tipo stilistico; per quanto complesso sia individuarne la provenienza, Francesca Ghedini ha ipotizzato che il rilievo abbia un'origine attica.
Il rilievo è giunto a Torcello probabilmente attraverso i canali del collezionismo veneziano; prima dell'attuale collocazione era murato nel piccolo cortile del Palazzo del Podestà.
Descrizione
Rilievo di forma rettangolare, definito lateralmente da pilastri che reggevano un architrave, a evocare la facciata laterale di un tempio; all'interno è rappresentata, a partire da destra, una processione di offerenti guidata da una fanciulla vestita con lungo chitone senza maniche e mantello, con i capelli raccolti posteriormente in uno chignon largo e piatto, che tiene in mano un oggetto cultuale (forse un flabello sacro per il fuoco); seguono un'altra fanciulla che reca sul capo la sacra cista in cui erano contenuti oggetti cultuali e votivi, e un gruppo familiare costituito da due adulti, identici nell'abbigliamento costituito da mantello e nella postura che li ritrae con il braccio destro piegato al gomito nel tipico gesto della preghiera, e da un fanciullo (o una fanciulla) in primo piano, vestito sempre con mantello, in cui si deve riconoscere il figlio o la figlia degli adoranti. Davanti alla processione un altare quadrangolare scandisce ritmicamente la scena, concentrata sull'epifania della divinità che appare a sinistra del rilievo. Raffigurata stante, la dea indossa un ricco peplo dorico, con apoptygma e ampio kolpos, con il braccio sinistro sollevato in cui regge uno scettro che, secondo una consuetudine corrente, doveva essere dipinto invece che scolpito; nel braccio destro, abbandonato lungo il corpo, reggeva probabilmente un altro attributo.