testina a tutto tondo di Serapide
Notizie storico-critiche
La testina faceva parte della collezioni Grimani ed è citata negli Inventari del 1593 (n. 61: "Una testa d'homo col barba col petto dorato di calcidonio") e 1749 (n. 42: "busto di agata di Giove, testa d'agata e busto d'oro") (cfr. Nardelli 1999, p. 28).
A una cronologia di media età imperiale (II secolo d.C.: Sena Chiesa 1997; Nardelli 1999), si oppongono alcuni studiosi, che propongono una datazione ad età ellenistica, anche basandosi su un pertinente confronto facente parte della collezione Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Gasparri 1994, p. 13, fig. 4): si veda in proposito Platz-Horster 2002, p. 58.
Descrizione
Piccola testa lavorata a tutto tondo, tagliata alla base del collo; il naso è perduto: si tratta di Serapide (Anastoletypus), caratterizzato dalle chiome spartite al centro che si rialzano sulla fronte; anche la barba è simmetricamente bipartita in lunghi riccioli paralleli. Da notare la fronte alta e gli occhi, rivolti verso l'alto, con iride e pupilla profondamente incisa. La base del collo è rifinita. La testa doveva essere coronata dal kalathos, tipico attributo del dio andato perduto, forse in altro materiale, come attesta il foro per l'alloggiamento del perno.