busto femminile
Notizie storico-critiche
Nardelli 1999 attribuisce il cammeo alla collezione Grimani, ma secondo Ravagnan il pezzo è forse da identificare nel "cameo legato in oro con testa di Giulia, figlia di Augusto in agata" dell'Inventario Verdara(Ravagnan 1997, p. 243).
Per quanto riguarda la complessa questione della datazione, mi sembra assai plausibile una cronologia post-antica per stile e resa dei tratti somatici (così anche Platz-Horster 2002, p. 159).
Ma varie sono le ipotesi: Ravagnan 1997, p. 243, pensa ipoteticamente al I sec. d.C., chiamando a confronto un cammeo con ritratto di Giulia; Nardelli 1999, p. 43, inserisce invece il pezzo nella produzione glittica ellenistica.
Descrizione
Sul fondo traslucido è raffigurato un busto femminile, tagliato sotto la spalla, di profilo verso sinistra. il volto, ricavato nello strato bianco, è caratterizzato dall'occhio con la pupilla incisa, il naso piccolo e diritto, la bocca piccola chiusa e tagliata lievemente all'ingiù e il mento rotondo. Attorno al collo slanciato si dispone la veste, con scollo a punta, ricavata nello strato scuro, così come l'acconciatura. Quest'ultimo elemento va sottolineato: la testa è infatti ricoperta dalle spoglie di elefante, da cui escono i capelli, in una banda che dalla fronte scende fino a coprire l'orecchio e in tre lunghe ciocche ondulate che raggiungono le spalle. La spoglia elefantina rimanda alla tipologia della personificazione dell'Africa (Sena Chiesa 1997, p. 129) o di Libia (Platz-Horster 2002, p. 59).