busto di Atena Minerva

Notizie storico-critiche

Il cammeo, forse citato già dal Pellegrini nel 1593 (n. 14?) e presente nell'Inventario del 1749 (n. 2), faceva probabilmente parte della raccolta Grimani e più precisamente dello scrigno della Sala del Consiglio dei Dieci. Il pezzo presenta grandi difficoltà di datazione: Nardelli 1999, p. 44, lo attribuisce alla glittica romana del I secolo d.C. (ritratto di Agrippina Minore); Ravagnan 1997, p. 241, e Platz-Horster 2002, p. 59, pensano invece a una produzione post-antica del XVI secolo d.C.; da ultimo infine Sena Chiesa 2011, p. 231, basandosi sul confronto con il busto di Minerva inserito nella croce di Desiderio (forse addirittura della stessa bottega) propone una datazione al IV secolo d.C., che sembra assai plausibile.

Descrizione

Sul fondo traslucido di forma ovale, si staglia in bianco opaco il profilo, rivolto a destra, di Atena Minerva. Nello strato scuro superiore sono lavorati i capelli, l'elmo e l'egida. Il profilo della dea è caratterizzato dall'occhio grande, con indicazione della pupilla, dalla palpebra spessa, dal naso diritto, che continua la linea della fronte, dalla piccola bocca serrata e dal mento pronunciato. Dall'elmo a calotta liscia, con visiera e paranuca, ornato da un ricco lophos, escono i capelli sulla fronte e in due lunghe ciocche, una che scende sulla spalla, l'altra che attraversa il collo. Il busto di Atena è ricoperto dall'egida, ornata al centro da uno schematico gorgoneion: tale decorazione è resa in modo grafico e non a rilievo, incisa sullo strato scuro della pietra.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VENEZIA (VENEZIA)

Materia tecnica

cammeo in calcedonio-onice (tre strati su fondo traslucido)

Misure

mm 41 x 27,2 x 5,7

Definizione culturale

glittica tardoantica

Link scheda estesa

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