M. Vipsanio Agrippa
Notizie storico-critiche
La statua giunse probabilmente a Venezia da Roma e rimase fino al 1823 nel Palazzo Grimani di S. Maria Formosa; successivamente, in seguito al lascito Grimani del 24 aprile 1862, fu donata al Museo Correr nel 1864.
Il plinto, i piedi, il tronco d'albero e l'altare cilindrico con il delfino, tutti in marmo italico, non sono antichi.
Descrizione
Statua colossale di M. Vipsanio Agrippa, ritratto in posizione stante sopra una base ovale modanata, nudo a eccezione della piccola clamide indossata sulla spalla sinistra; l'impostazione classica del corpo, ispirato al modello del Doriforo policleteo, contrasta con la testa che invece spicca per il suo carattere di notevole individualità. La testa, a struttura rettangolare, è rivolta verso sinistra, secondo un movimento accentuato dalla torsione del collo; il volto appare appesantito e ingrassato, con le sopracciglia incombenti sugli occhi, mentre la linea delle labbra e del mento sono meno incisive. L'acconciatura dei capelli è costituita da ciocche ondulate, aderenti alla calotta cranica, che sulla tempia sinistra e sulla sommità della nuca presentano una scriminatura meno obliqua.
Sopra la base modanata, sono collocati anche un tronco d'albero sul quale gravita il peso della gamba destra e un altare cilindrico di minute proporzioni. La base è collocata sopra un plinto parallelepipedo che riporta un'iscrizione latina moderna.