Quintus Epidius Apella
Notizie storico-critiche
La stele si trovava già nel XVII secolo a casa di Andrea Soranzo, a Venezia; in seguito ad alcuni lavori svolti nel cortile di Casa Rubelli, a San Giovanni Bragora, nel 1852 fu rinvenuta rovesciata nel pavimento e, sempre nello stesso anno, fu donata al museo da parte di Francesco Rubelli.
All'interno dello specchio epigrafico, si leggono quattro righe dell'iscrizione, dedicata dal liberto Tertius a Quintus Epidius Apella, liberto e seviro a Forum Cornelii (Imola).
Il dedicante è indicato col solo cognomen Tertius, peraltro molto diffuso in ambito schiavile, senza ulteriori qualifiche. E' probabile che Tertius fosse stato schiavo, poi affrancato, di Quintus Epidius Apella che, come molti liberti, si era arricchito a tal punto da possedere altri schiavi e da diventare seviro di una città.
Descrizione
Stele rettangolare con la parte superiore sagomata a timpano, all'interno del quale è raffigurato un delfino, rivolto verso destra. L'intera stele, compreso il timpano, è profilata lungo il bordo da una cornice modanata a listello e gola rovescia; ribassato lo specchio epigrafico.