Ratto di Proserpina, figlia di Demetra, da parte del dio degli Inferi Plutone
Notizie storico-critiche
Numerosi interventi di restauro interessano i due putti, ma soprattutto i protagonisti della scena mitologica, di cui sono state integrate quasi tutte le parti anatomiche.
Il rilievo costituiva la parte destra di un sarcofago a ghirlande, la cui produzione seriale inizia a partire dalla fine del regno di Traiano o al massimo dall'inizio di quello di Adriano. Spesso, per decorare le lunette delle ghirlande, venivano impiegate scene figurate a soggetto dionisiaco o con episodi tratti dal mito. La maggior parte dei rilievi concepiti in questo modo si datano al II sec. d.C. e precedono i sarcofagi decorati a fregio per l'intera lunghezza della cassa. Il rilievo di Venezia è tra i primi rilievi a destinazione funeraria che raffigurano il mito di Proserpina. Sulla base di queste considerazioni, accanto ad altre di tipo stilistico-formale, è stata proposta una datazione relativa ai primi decenni del regno di Adriano.
Descrizione
Rilievo pertinente al lato destro di un sarcofago a ghirlande, con la raffigurazione di due putti nudi, paffuti e dalle ciocche morbide, entrambi impostati secondo lo stesso schema, che li vede con la gamba interna in avanti e quella esterna scostata e lievemente flessa, mentre con il braccio destro alzato reggono il voluminoso encarpo, costituito da una teoria di grappoli d'uva, melograni, fichi, mele, pigne, corimbi, pannocchie, rosette e altri fiori e frutti meno riconoscibili. Nella lunetta formata dalla ghirlanda, sopra una base rocciosa, è raffigurato il ratto di Proserpina: a sinistra Plutone, stante sul carro e con un mantello dall'ampia velificatio, cinge con il braccio destro Proserpina, ritratta in posizione obliqua nell'atto di dibattersi. A destra, Mercurio, raffigurato di spalle, trattiene i cavalli imbizzarriti, guardando la scena con la testa volta all'indietro.