Sol-Helios
Notizie storico-critiche
La base fu acquistata a Roma nel 1794 da Girolamo Zulian, che la donò col lascito del 1795 alla Pubblica Libreria.
La base di candelabro presenta una chiara ispirazione architettonica, poiché sembra riproporre in tre dimensioni un segmento di un pilastro decorato o un soffitto, ma rispetto agli esemplari noti essa si differenzia per numerose particolarità: anzitutto la decorazione a cannette presente sul plinto, la presenza del kyma lesbio tra cornice e riquadro, quando è in genere liscia, mentre gli spigoli sono a sezione tronca. Mancano le figure angolari e il tema figurato proposto allinterno dei riquadri, in genere sempre diverso per ogni lato, rimane sempre lo stesso: il busto di Sol-Helios col nimbo radiato, inserito allinterno di una decorazione vegetale che prende il sopravvento dal punto di vista ornamentale. Si tratta di quelle figure peopled scroll, inserite allinterno di racemi continui, particolarmente in voga a partire dalletà flavia.
Sulla base di considerazioni iconografiche e tecnico stilistiche, la base à attribuibile alletà flavia.
I restauri moderni, visibili sulla lastra superiore, costituiscono un intervento attribuibile a una bottega della cerchia di Giovanni Volpato.
Descrizione
Base triangolare di candelabro, costituita da un plinto ornato con una fascia decorata a cannette verticali, di forma molto allungata, cui segue una cornice a profilo svasato, mentre sugli spigoli, a sezione tronca, si sviluppa un ramo d'alloro, da cui spuntano piccole bacche. All'interno di ogni lato, un riquadro incorniciato da una gola intagliata con kyma lesbio. Su un listello aggettante si imposta la modanatura superiore, ornata con anthemion, sopra cui poggia una lastra con bassa fascia decorata a cannucce verticali. All'interno di ogni riquadro, sono raffigurati due calici acantacei contrapposti: da quello superiore escono due viticci simmetrici con larghe volute, all'interno delle quali è inserita una rosetta quadripetala con bottone lavorato a trapano; nel calice inferiore è posta una foglia d'acqua, in quello superiore un busto di Sol-Helios con nimbo radiato e veste altocinta. I tre riquadri presentano la medesima decorazione: l'unica variazione è costituita dai tratti del volto Sol-Helios, in uno più giovanili, negli altri due più maturi.
Il fogliame e le rosette sono rese in forte aggetto e, grazie anche all'uso del trapano utilizzato lungo i margini dei petali e sui lobi, presentano una lavorazione fortemente chiaroscurata.