Notizie storico-critiche
Il candelabro, una delle opere più amate da G. Zulian che lo menziona in alcune lettere indirizzate ad Atonio Canova, è frutto di un assemblaggio settecentesco, che ha unito parti antiche ad altre moderne; le parti antiche, che comprendono la base triangolare collocata a terra e la parte più alta del fusto, sono databili al I sec. d.C., mentre quelle moderne sono opera settecentesca di una bottega vicina alla cerchia di Giovanni Volpato.
Nel complesso, questo pastiche settecentesco, rispecchia la forma dei candelabri romani in marmo, molto sviluppati in altezza e con basi triangolari.
Il candelabro era stato scomposto e i singoli pezzi erano conservati nel Mezzanino del Museo; successivamente è stato riassemblato a fini espositivi.
Descrizione
Candelabro costituito da due basi, un fusto e un braciere.