Filosofo
Notizie storico-critiche
La scultura è stata parte della collezione di Girolamo Ascanio Molin (1738-1814), che con legato
testamentario del 1813, attuato nel 1816, la donò alla città di Venezia, chiedendo che venisse esposta presso la Biblioteca Reale di San Marco. Ne nacque una diatriba tra il Comune e la Biblioteca Marciana. I reperti archeologici, tra cui il soggetto in questione, divennero parte delle raccolte del Museo Civico Correr, che, con
un deposito del 1937, le lasciò al Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Vi giunsero nel 1939.
Descrizione
La testa ha un volto dall'impianto piuttosto largo, dagli zigomi marcati ed evidenti, nonostante l'aspetto florido e paffuto dell'uomo. La fronte è ampia e solcata da rughe profonde.
Occhi e sopracciglia corrugate conferiscono vivacità e carattere allo sguardo, dedicato ad una intensa concentrazione, accentuata dall'espressione della bocca semi aperta.
L'uomo porta i radi capelli molto corti, quasi rasati, in netto contrasto con la folta barba a ciocche che interessa l'intera zona del mento e parte del collo.
Il retro della scultura è notevolmente consunto, rendendone difficoltosa la lettura dei particolari: sulla nuca si individuano tracce dei solchi e delle incisioni che definivano le ciocche dei corti capelli, meno rifinite nella parte bassa. La pelle del collo si piega, nel punto in cui esso si congiunge al capo, in due ampie grinze. Sulle spalle è posato un manto.