busto di imperatore (Caracalla?)
Notizie storico-critiche
Il cammeo viene attribuito alla collezione Verdara da Nardelli 1999, p. 74 (che lo riconosce nell'Inventario, n. 19); mentre secondo Ravagnan 1997, p. 241, si tratta di uno dei pezzi conservati nello scrigno della Sala del Consiglio dei Dieci.
Anche sull'identificazione del personaggio sono state formulate diverse ipotesi: Nardelli 1999, p. 74, pensa si tratti del giovane Caracalla, mentre Ravagnan 1997, p. 241, propone Augusto.
Descrizione
Busto di imperatore imberbe, di spalle, con la testa, coronata d'alloro, di profilo verso destra. Da notare l'occhio con la pupilla incisa e le palpebre ben segnate e la corta capigliatura, formata da quattro file di ciocche che scendono dalla fronte fino a davanti all'orecchio scoperto; sulla nuca, le ciocche si dispongono invece in maniera concentrica; altre ciocche si delineano sul collo, con le punte rivolte verso l'alto. La corona, costituita da due file di foglie d'alloro è legata dietro la nuca, ma i nastri, tesi all'indietro, sono parzialmente erasi. Degna di nota è l'accentuata torsione del collo. Il busto, tagliato sotto le spalle, è coperto dalla lorica e dal paludamentum (si può forse notare, sulla spalla destra, un piccolo tratto dell'egida). La corazza risulta decorata da un gorgoneion visto di prospetto, con le alette spiegate e gli occhi dalle pupille profondamente incise. Il personaggio è stato interpretato come l'imperatore Caracalla.
Sul retro in matita sono annotate le lettere S.G.V.