Notizie storico-critiche

Lo stile ancora naturalistico dell'acanto spinoso, in contrasto con la compiuta dissoluzione tettonica tipica della produzione bizantina, trova riscontro in numerosi esemplari diffusi soprattutto a Costantinopoli e in altri centri della parte orientale dell'Impero, molto simili sia nella resa formale dell'acanto che nella semplificazione dell'apparato decorativo. Tali considerazioni indicano che il capitello concordiese costituisce un prodotto d'importazione, databile in età tetrarchico-costantiniana.

Descrizione

Capitello corinzio asiatico, con kalathos completamente avvolto sin sotto l'orlo da tre corone di foglie d'acanto spinoso, con fogliette dalle estremità aguzze e a sezione angolare. Le foglie della prima corona si toccano delineando forme triangolari e romboidali, mentre le foglie della seconda corona, molto slanciate e appiattite, si toccano senza formare alcuna sagoma di sfondo. Le estremità delle foglie della terza corona giungono sin quasi sotto l'orlo del kalathos. I cauli e le elici sono completamente scomparsi, mentre le volute, ridotte a un nastro appiattito, spuntano dalla foglia assiale della seconda corona e intersecano il bordo inferiore dell'abaco. Quest'ultimo, aggettante rispetto al kalathos, si articola con un cavetto e un listello molto semplificati; altrettanto stilizzata è anche la resa del fiore dell'abaco.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Area Archeologica della Basilica Paleocristiana

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

CONCORDIA SAGITTARIA (VENEZIA)

Materia tecnica

marmo/ lavorazione a trapano

Misure

cm 49 x base: 38

Definizione culturale

periodo tardoantico/ produzione costantinopolitana

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