mascherone barbato (Serapide o una divinità fluviale)

Notizie storico-critiche

Il mascherone apparteneva a uno dei grandi bacini (labra) porfiretici che facevano parte dell'arredo delle terme di Caracalla. Essa ornava la parte inferiore di un'ansa appartenente a una vasca circolare di grandi dimensioni molto simile a un bacino parte della collezione Farnese, oggi al Museo Nazionale di Napoli. La testa potrebbe rappresentare una divinità legata al mondo egizio, una personificazione fluviale (il Nilo?) oppure Serapide.

Descrizione

Maschera barbata, di tipo patetico, appartenente a un labrum monumentale. I capelli, lunghi e ondulati, sono trattenuti da una corona, bipartiti al centro della fronte dalla scriminatura e pettinati all'indietro. Gli occhi, privi di iride e pupilla, sono grandi, incavati e spalancati, la fronte è bassa e molto aggrottata; i baffi sono folti e a tortiglione, la bocca è socchiusa, la barba è fluente. Sulla sommità della fronte, proprio sopra la corona, si riconosce un attributo rotto nel suo elemento centrale: si è pensato a due boccioli di loto affiancati al fiore di loto centrale oppure a più generiche foglie.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Complesso claustrale di S. Corona

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VICENZA (VICENZA)

Materia tecnica

porfido

Misure

cm 50

Definizione culturale

Ambito culturale romano

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