Erma barbata

Notizie storico-critiche

La testa si inserisce nella vasta serie di erme riproducenti un modello classico, datato tra la fine del V sec. a.C. (e in tal caso attribuito ad Agoracrito o Alcamene) e i primi decenni del IV sec. a.C. Rispetto alle repliche del cosiddetto "tipo C" Curtius, l'erma sembra una rielaborazione probabilmente basata su modelli tardoellenistici dipendenti dagli stessi originali classici. Questo gruppo di erme va identificato con Hermes e non con Dioniso.

Descrizione

Testa raffigurante una divinità barbata (Hermes), coronamento di un pilastrino/erma usato come sostegno, come indica la presenza di un incavo quadrangolare sulla sommità del capo. Il volto è levigato e regolare, con la fronte alta, gli occhi caratterizzati dalle palpebre rilevate, la bocca è piccola e socchiusa ed è inquadrata dai lunghi baffi che scendono ai suoi lati terminando in un lungo ricciolo attorcigliato. La barba è organizzata con cura e disposta in modo quasi arcaizzante, in almeno tre file di ciocche (due conservate). I capelli, che aderiscono al cranio grazie a un largo stróphion, sono organizzati in lunghe ciocche intorno al vertice occipitale del capo mentre la frangia è bipartita dalla scriminatura centrale.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Complesso claustrale di S. Corona

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VICENZA (VICENZA)

Materia tecnica

marmo lunense

Misure

cm 28

Definizione culturale

ambito culturale romano, produzione urbana

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