Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

#Fracàr ’a barca col paradhel#. È un modo di dire importato dalle valli di Comacchio, dove è maggiormente diffuso. “#El paradhel ’se un atresso, lungo sui tre metri, tre metri e meso, fato a forca. In poche parole veniva usato per spingere la barca, non per vogare#. Il paradhel era utile anche per raggiungere i posti di pesca migliori senza essere scoperti dagli altri pescatori, perché muoveva meno la superficie: #Se mi fraco col remo i me vedhe, possono seguire le mie tracce, col paradhel, dopo poco, nisuni se acorge [?] el paradhel ’se più fadhiga vedar dove che passa ’na barca che fracar col remo, parché el remo taja, questo fa do, se# rimargina prima [la superficie dell’acqua]. Ma #el paradhel# veniva usato sulle lagune sud, non sulla Laguna Nord, cioè sulle lagune situate oltre Venezia. Ci sono tre lagune: la Laguna di Caorle, la Laguna Nord e la Laguna Sud. I contadini usavano un palo per spingere le barche. Si poteva usare anche un remo solo per spingere la barca, #te frachi soto e ea va vanti#, ma in genere lo usavano i #passeti#, usati lungo i fiumi o per attraversare da una riva all’altra, o, ancora, le barche legate dietro il burchio. #Ai passeti ghe vegnea fato tuto el sistema par dadhrio par usar chel remo eà.’Se un remo più pesante e basta, più grossoean, parché no ’l vien usà ore, ma soeo par# un determinato scopo.”

Dettagli

Denominazione

#Fracàr ’a barca col paradhel#.

Verbale

Voce/i maschile/i 2 Modalità esecutiva alternanza vocale

Link scheda estesa

Scopri di più