La nuova creazione di mk/Michele di Stefano riproduce l’atmosfera sospesa di luoghi nei quali i corpi vengono convocati per una prossimità forzata: una sala d’attesa, l’anticamera di un ufficio, il dietro le quinte di un teatro.
In questo scenario, altrove sembra avvenire l’azione principale, evocata dal suono e dal continuo via vai dei performer tra dentro e fuori. In questo spazio, nel quale le identità e le biografie sono differite, aleggiano vibrazioni sonore che sembrano riferirsi ai limiti udibili dell’ultra e infrasuono, processando basse ed alte frequenze. Si genera così un mondo sonoro carico di incertezza, dove si compie una collezione di danze con lunghezze ed atmosfere differenti, che evocano un desiderio di scomparsa, di dissolvimento dell’identità nel puro flusso dinamico del movimento. Queste danze sono completamente dedicate a lasciar scomparire ciò che siamo per concentrarsi su ciò che diveniamo: sono un archivio di ‘futurità’, parola inventata per esprimere il contrario del catalogo stilistico, una dimensione coreografica nuova che attinge a tutto il repertorio tecnico della danza per approdare a visioni cinetiche inedite e complesse, foriere di un nuovo desiderio di prossimità, volto alla creazione di nuovi ecosistemi.
Queste danze sono esposte ad una sonorità ibrida creata sulla base della collezione di ‘incompiuti’ della musica classica, e al particolare set luci (composto essenzialmente da una bolla cangiante ed opalescente di riflessi, che trasformano incessantemente lo spazio, creando zone di visibilità e zone opache di riverbero). Inoltre, lo spazio performativo è soggetto a condizioni atmosferiche inattese (brezze e venti ricreati utilizzando tecniche da set cinematografico).
L’immagine più vicina a questa visione coreografica in continuo mutamento è senz’altro quella della barriera corallina, un ambiente complesso e fragile, che è il risultato di accordi e simbiosi stratificate tra gli organismi, un ecosistema nel quale l’interdipendenza è uno degli aspetti principali della configurazione strutturale di ogni essere vivente. E quindi ogni manifestazione individuale della danza contribuisce in realtà a definire un ambiente del possibile, generato dalla condizione di stallo ed attesa che sembra caratterizzare questo strano luogo, dalla fragilità intrinseca in ogni piccola collettività temporanea.

Dettagli

Data / Ora

Il: 11/08/2026
Martedì: alle 21:00

Location

Teatro al Castello "Tito Gobbi"

Indirizzo

Bassano del Grappa (VI)

Telefono

+39 0424 524214