Lo spettacolo è organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati ed è parte di una tournée italiana ideata e promossa dalla Sapienza Università di Roma con il progetto di ricerca: “TEXT_ACT. TEXTs living on stage: goddesses, queens and courtesans from Sanskrit theatre to the ACTresses of present day Kutiyattam”. La tournée oltre Venezia (Fondazione Giorgio Cini) e Roma (Nuovo Teatro Ateneo), comprende Bergamo (Teatro Tascabile) e Palermo (Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino).

Kapila Venu è nota a livello internazionale per le sue rappresentazioni di Naṅṅyār-kūttu Kūṭiyāṭṭam, un’arte performativa che dal 2001 è divenuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

In Kerala, l’attrice tradizionale è la Naṅṅyār: è più di una danzatrice e ha un’origine molto antica. Il mito la fa risalire a Ghṛtācī, un’apsaras, un’artista semidivina, discesa dal cielo. È un caso unico, perché si tratta di una tradizione ancora viva e non si conoscono molte tradizioni altrettanto consolidate di donne performer. Nel Kūṭiyāṭṭam la Naṅṅyār può interpretare diversi ruoli. Kapila Venu presenterà alla Fondazione Giorgio Cini il Pārvatīvira ham, una delle pièce più iconiche del repertorio del Kūṭiyāṭṭam, già portata in scena dal suo maestro Ammannūr Mādhava Cākyār.

Per secoli questo tipo di spettacolo è stato portato in scena solo da uomini. La versione femminile è rappresentata da un’attrice che racconta la dinamica del marito, la moglie, e l’altra moglie. Quando una donna interpreta questa scena, la sua empatia per i personaggi femminili presenti nella storia implica un cambiamento significativo di prospettiva. È la stessa sequenza, ma con un’altra nuance.

“Credo che oggi, poiché l’arte deve riflettere i cambiamenti del nostro tempo, le donne debbano rivendicare la parità tanto nel mondo quanto sulla scena”. Kapila Venu

Orari e modalità d’accesso

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


Dettagli

Data / Ora

Il: 20/05/2026

Location

Fondazione Giorgio Cini, Venezia

Indirizzo

Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia (VE)