La Valle del Biois è nota come "La Valle coi Santi alle finestre", così denominata dallo scrittore e poeta trentino Enzo Demattè nel suo romanzo omonimo. Sulle facciate di molte case infatti si possono ammirare affreschi religiosi realizzati tra il 1600 e 1700 da artisti locali insieme da alcuni dipinti contemporanei, continuando la tradizione.

Gli affreschi venivano commissionati dalle famiglie come richiesta di protezione o come ex-voto, testimoniando la forte religiosità della popolazione in luoghi come Canale d’Agordo, paese natale di Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani), ma anche a Vallada Agordina e in alcune frazioni di Falcade.

Spesso compaiono Madonne col Bambino attorniate da Santi e Sante della tradizione religiosa, accompagnati da elementi che caratterizzano la loro iconografia, come i simboli dei rispettivi martirii.

I "Santi alle finestre" hanno inciso culturalmente sulla valle e, ancora oggi, vengono realizzati murales che raccontano la vita della montagna del passato ma anche paesaggi e tematiche attuali.