Regia Damiano Michieletto
Produzione: Indigo Film S.r.l.
con Michele Riondino e Tecla Insolia
Opera cinematografica di fiction
Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate del mondo.
Cecilia ha diciotto anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio, solo lì dentro le è, infatti, consentito esibirsi, nascosta dietro una grata, per un pubblico di ricchi mecenate che finanziano l’ospedale.
Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Il nuovo insegnante di violino ha 25 anni, i capelli fulvi e le spalle strette. È appena stato ordinato prete ed è un compositore straordinariamente ambizioso e brillante: il suo nome è Antonio Vivaldi.
Grazie al rapporto conflittuale e appassionato con don Antonio e la sua musica, Cecilia troverà il coraggio di ribellarsi ad un destino che sembra per lei già scritto.
Liberamente tratto dal romanzo di Tiziano Scarpa “Stabat Mater”, vincitore del Premio Strega 2009.