Il Museo Antoniano di Padova, ubicato nel chiostro del Beato Luca (oppure chiostro dei Carri o chiostro dell’Infermeria), fa parte del complesso della basilica e del convento di Sant’Antonio di Padova e rappresenta la memoria della storia e dei cambiamenti nel corso dei secoli del santuario dove si venera il corpo di Sant'Antonio.
La pala con ll martirio di Sant’Agata di Giambattista Tiepolo rimase nella basilica fino al 1995, quando il nuovo ed attuale Museo Antoniano ricostituì idealmente la serie delle pale d’altare commissionate ai diversi artisti nel secondo quarto del Settecento.
L'opera si caratterizza per un’intensa cromia, luminosa e chiarista, inserita nel gusto del grande teatro barocco.
La figura di Sant’Agata appare come una giovane eroina, protagonista di una scena fortemente drammatica, mentre l'ambientazione è una scenografia verticale, collocata davanti ad una severa architettura che richiama l’idea del carcere.
In alto, San Pietro, nell’atto di benedire, è scortato da un angelo che porta l’olio balsamico per curare la ferita della Santa; in basso il carnefice con Agata, sofferente ma non vinta, mentre alza lo sguardo al cielo.
Il colore delle vesti e dei tessuti rappresenta l’elemento centrale della composizione.
La scena, teatrale e coinvolgente, invita lo spettatore ad entrare idealmente nello spazio del martirio, come all'interno di una sacra rappresentazione.
L’opera rappresenta la piena maturità del linguaggio pittorico dell’artista, già annunciata negli affreschi di Udine.
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