I Musei Civici di Padova sono ospitati nei chiostri dell’ex convento dei frati Eremitani e comprendono la Cappella degli Scrovegni, il Museo Archeologico e il Museo d’Arte Medioevale e Moderna, Palazzo Zuckermann e il Museo Bottacin.
Le opere delle collezioni dei Musei Civici di Padova provengono per lo più da soppressioni religiose e lasciti privati.
La Pala con San Patrizio Vescovo d’Irlanda di Giambattista Tiepolo, pervenuta al Museo nel 1866 e datata 1745-1746, è una composizione che deriva da un lungo percorso preparatorio del Tiepolo, documentato dalle molte prove grafiche.
Raffigura il Santo predicatore, esorcista e cristianizzatore dell’Irlanda, su un podio marmoreo con due chierici a lato. Sul piano inferiore i devoti tra cui una donna ed un mendicante. La fuga del demonio, in alto a sinistra, suscita stupore nelle due figure sullo sfondo, mentre gli elementi in primo piano creano continuità con lo spazio reale. Tiepolo mira al coinvolgimento emotivo dello spettatore attraverso le diverse espressioni dei devoti.
Il restante nucleo di opere di mano di Giambattista e Giandomenico sono tele di dimensioni ridotte, concepite per una devozione di carattere intimistico e privato.
Il Cristo nell’orto degli ulivi viene ricondotto al periodo giovanile di Giambattista ed è ispirato a una stampa di Giulio Carpioni: l’opera mostra una struttura su due piani verticali con la riduzione degli elementi del paesaggio ed angeli in alto tra le nuvole.
Sono attribuite a Giandomenico Tiepolo la Madonna in meditazione e il San Giuseppe con il Bambino, con riferimenti iconografici di ispirazione dalle opere paterne.
Nel San Giuseppe, la testa caricaturale, che ricorda i pulcinella degli affreschi di Zianigo, ed il gesto giocoso del Bambino rimandano alla tarda maturità dell'artista, caratterizzata dalla presenza di elementi grotteschi e bizzarri.
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