Commissionata a Palladio dal vicentino Bonifacio Pojana, probabilmente verso la fine del quarto decennio del Cinquecento, risulta compiuta entro il 1555, allorché terminano gli splendidi interventi decorativi dovuti ai pittori Bernardino India e Anselmo Canera, e allo scultore Bartolomeo Ridolfi.

Negli scritti e documenti palladiani la villa viene considerata parte di un progetto di riorganizzazione generale dell’area circostante, di cui venne realizzata effettivamente solo la barchessa a sinistra del corpo dominicale.
Ispirato all’architettura termale antica, il linguaggio sembra qui subire un processo di estrema sintesi, fin quasi all’astrazione delle forme; la semplice compostezza dell’insieme doveva forse rispondere anche all’esigenza di celebrare la sobrietà e l’austerità della vita militare, cui erano legate le lontane origini della famiglia committente.