Nota anche come Villa di Maser, a una decina di chilometri da Asolo, nel Trevigiano, lungo la strada che collega Bassano del Grappa a Montebelluna, è uno dei capolavori assoluti di Andrea Palladio, che intorno alla metà del Cinquecento la realizzò per i fratelli Marcantonio e Daniele Barbaro, entrambi alti esponenti del patriziato veneziano più colto.

È questo un esito importantissimo per la definizione del modello palladiano della dimora di campagna; particolarmente suggestiva l’armoniosa integrazione dell’edificio nello scenario naturale, che ne valorizza l’impianto architettonico.
Il corpo dominicale occupa la porzione centrale del complesso, affiancata dai due prolungamenti simmetrici delle barchesse, terminanti con le colombare.
Pochi anni dopo la conclusione dei lavori, Paolo Veronese fu chiamato ad affrescare gli interni, creando un ciclo tra i più significativi dell’epoca, ricco di immagini fantasiose e illusionistiche.
Nel 1580, il Palladio tornò a Maser per costruire il cosiddetto ‘Tempietto’, la cappella di famiglia dei Barbaro, che si può ammirare nelle vicinanze, all’esterno del recinto della villa.