"L’opera fortificata fu costruita dopo l’annessione delle terre venete all’Italia nel 1866, a partire dall’anno 1883 per poi essere modificata e rinforzata con inserti di armature in calcestruzzo sulla copertura e sui lati nell’anno 1909. Per queste caratteristiche il manufatto può a pieno titolo essere considerato il primo forte della cintura fortificata italiana costruito sul confine con l’Impero Austro-Ungarico, oltre che a esserne anche geograficamente il più vicino.
Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale entrò a far parte dello sbarramento Agno-Posina, 1° settore Schio, Il compito principale del Forte consisteva nel battere con le proprie batterie, il punto di passaggio obbligatorio della strada maestra in corrispondenza della stretta gola in località Ponte Verde, situato pochi chilometri a valle dello sbarramento di confine con l’Impero Austro-Ungarico e Tirolo del Sud denominato Pian delle Fugazze.
Per quasi tutta la durata della Guerra e soprattutto in occasione dello sforzo per contrastare l’Offensiva Austro-Ungarica della primavera del 1916, Forte Maso fu adibito a polveriera, deposito munizioni e confezionamento ordigni per le truppe della 1^ Armata impegnate sul Monte Pasubio.
Dalla “Descrizione tecnica particolareggiata delle opere di fortificazione nella Val Lèogra” redatta nel 1907 dal Servizio Informazioni asburgico:
«Forte Monte Maso opera permanente a prova di granate, per combattimento a distanza. Nella fronte esistono due piani di casamatta, nella gola tre e per ogni fianco, uno. È sovrapposto uno strato di terra di circa 2 metri di spessore, come difesa contro il fuoco di fucileria. Un fossato di sbarramento, rivestito d’ambo i lati e completamente tenuto sotto il tiro di fucileria, circonda il Forte… Intorno ad esso è gettato uno spalto ad angolo smussato nel quale, sulla fronte e nelle gole, è lasciata libera in ciascuno una massiccia cannoniera per le batterie».
«Accanto al fossato di gola di sinistra, e sprofondando sotto lo spalto ad angolo smussato e collegato col Forte da una postierla, si trova il deposito di munizioni, per ora a prova di granata».
"