Il salone, inizialmente adibito alle riunioni del Maggior Consiglio, fu destinato a pubblico teatro nel 1684 con la costituzione di un Teatro Sociale a due ordini di palchetti di proprietà privata, appartenenti a famiglie nobili e cittadine. Già dal 1621 vi si teneva "…una Sena (scena) per recitar commedie in Carnevale". Nel XVIII secolo l'attività fu intensa. Nel 1729 Carlo Goldoni vi rappresentò "Il buon padre" e "La cantatrice".
Nel 1741 fu aggiunto un terzo ordine di palchetti. Il 26 luglio 1769 un fulmine colpì il teatro durante uno spettacolo, causando la morte di cinque persone, decine di feriti e danni alle strutture, cosicché la sala fu utilizzata sporadicamente. Nel 1802 l'architetto veneziano Gianantonio Selva, già vincitore del concorso per la progettazione della Fenice di Venezia, fu incaricato della radicale ristrutturazione dell'ambiente. Le decorazioni pittoriche, tra le quali spiccano il sipario e il soffitto a velario, furono eseguite invece nel 1843 da Tranquillo Orsi, autore nel 1837 delle decorazioni neoclassiche della Fenice.
Il teatro fu chiuso nel 1929 perché non rispondente alle moderne normative di sicurezza pubblica. Nel 1971, dopo una campagna di sensibilizzazione della locale sezione di Italia nostra, furono avviati i primi interventi di restauro che si protrassero con alterne vicende fino agli anni '90.
I lavori, conclusi nel 2025, sono stati realizzati grazie ad un accordo di programma, siglato nel 2000, tra il Comune di Feltre e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto Orientale.
La “piccola Fenice”, dove Carlo Goldoni esordì con due delle sue prime opere, rialza il sipario nel 2026, dopo quasi cent’anni di chiusura, grazie all’intervento del Comune di Feltre e alla collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.