Un importante convegno ricostruisce la poetica e la drammaturgia di un protagonista assoluto del teatro italiano. Il 14 maggio, appuntamento d’eccezione con Arturo Brachetti e Lucia Poli.
Il 14 e il 15 maggio 2026, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’Università degli Studi di Firenze, dedica un convegno di studi a Paolo Poli (1929 - 2016) nel decennale della sua scomparsa.
Il convegno vede anche un talk d’eccezione tra Arturo Brachetti e Lucia Poli, moderato da Anna Bandettini: il 14 maggio, alle ore 18, nella Biblioteca del Longhena, i due attori ripercorrono ricordi, testimonianze e immagini che hanno condiviso con Paolo Poli.
Durante la due-giorni di convegno, venti studiosi sono chiamati a riflettere attorno alla lunga carriera di uno degli attori, registi e autori che più hanno segnato il teatro italiano, dalla metà del Novecento fino al nuovo secolo, plasmando l’immaginario grazie alle sue invenzioni narrative, alle messinscene irriverenti, a una straordinaria forza espressiva. Autore di un teatro allo stesso tempo leggero e coltissimo, Paolo Poli è stato un indiscusso protagonista della scena teatrale e uno straordinario esempio di longeva creatività.
Dal 2019 l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini custodisce l’archivio personale di Paolo Poli, per iniziativa della sorella Lucia e del nipote Andrea Farri. Si tratta di un apparato eterogeneo di copioni, corrispondenza, locandine e programmi di sala, recensioni e appunti preparatori per la messa in scena degli spettacoli. Particolarmente interessante, la collezione fotografica.
Maria Ida Biggi, direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione e docente all’Università Ca’ Foscari: «Paolo Poli è stato un maestro della scena italiana: creativo, originale e provocatorio. Nella sua lunga carriera è riuscito con alcuni spettacoli a prendere in giro la società benpensante del tempo con un teatro intelligente e mai banale. Nel corso del convegno, grazie alle carte conservate nell’archivio, sarà possibile indagare i vari aspetti della sua attività artistica, dal teatro alla radio, alla televisione e al suo rapporto con la musica».
Il convegno rientra nel percorso tematico Humankind and Longevity che la Fondazione Giorgio Cini sta realizzando nel corso del 2026: un programma di eventi, seminari, conferenze promosso da tutti gli Istituti e Centri, compreso un simposio internazionale sulla longevità che si terrà a novembre.
Il convegno
Il convegno ripercorre e rilegge criticamente la lunga carriera dell’artista.
Dagli esordi nella Firenze del dopoguerra (Giulia Bravi, Università di Firenze) all’esperienza alla Borsa d’Arlecchino (Livia Cavaglieri, Università di Genova e Donatella Orecchia, Università Tor Vergata di Roma); un Faust mai realizzato, come si scopre da un carteggio con Emanuele Luzzati (Edoardo Camilletti, Università Roma Tre); la fascinazione per le “stranezze” di Satie (Paologiovanni Maione, Università della Campania) e la progressiva messa in forma di una vera e propria alternativa alla cultura teatrale dell’epoca (Armando Petrini, Università di Torino).
Punto cruciale del teatro lieve di Paolo Poli è il suo sguardo critico, impertinente e di sfida alle convenzioni culturali e sociali, che lo porterà a scontrarsi anche con la censura. Ne parlano Franco Perrelli (Università di Bari), Mariagabriella Cambiaghi (Università di Milano), Marianna Zannoni (Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari Venezia); sulla sua irruzione televisiva, tra divertissement e travestimenti, riflette invece Antonio Audino (autore e conduttore di Rai Radio Tre).
Quello di Poli è stato un teatro coltissimo. Teresa Megale (Università di Firenze) ci porta nei suoi scritti, tra invenzioni, affabulazioni e trasformismi e Giuseppe Crimi (Università Roma Tre) ne ricostruisce le tracce letterarie. Sulla sua arte di sorridere versi e di irridere in prosa, si sofferma invece Gabriele Frasca (Università di Salerno). A emergere è uno strepitoso cantastorie (Eva Marinai, Università di Pisa) e un cantore di fate (Matteo Tamborrino, Università di Torino); la sua “letteratura delle canzonette” si può leggere come un flusso narrativo tra parlato e cantato, come suggerisce Serena Facci (Università Tor Vergata di Roma).
La carriera lunghissima di Paolo Poli ha scavalcato i due secoli, progettando, ideando e andando in scena fino alla fine. Della sua longeva parabola di teatro e di vita, della solitudine del genio e della sua irriverenza anche di fronte alla vecchiaia, si confrontano Antonia Liberto (Università di Firenze), Francesco Cotticelli (Università Federico II di Napoli) e Maria Ida Biggi (Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari Venezia).
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Giovedì, Venerdì