Senza titolo
1913
Tempera su carta, 31×21 cm
Firma in basso a destra e data sul retro
Savona, Musei Civici
Questo piccolo dipinto di Mario Sironi mostra quanto Sandro Pertini fosse attirato dalle ricerche d’avanguardia, lontane dalla retorica accademica. L’opera fa parte di un nucleo che comprende anche sei disegni dell’artista e conferma una stima esplicita: in un messaggio alla vedova, nel 1965, Pertini definisce Sironi «uno dei maggiori artisti della nostra epoca» e afferma che «la sua arte vivrà».
Sironi è stato protagonista del Futurismo e sostenitore convinto del fascismo, ma anche un rigoroso sperimentatore di forme. Studia Cubismo e Metafisica, guarda ai movimenti del nuovo classicismo italiano e concentra nelle periferie urbane le sue inquietudini più profonde. In questa tempera il linguaggio è essenziale e plastico, le atmosfere sono dense, segnate da un senso di tensione interiore.
L’opera rientra nella sezione Il prigioniero, dove le immagini richiamano gli anni di carcere e confino di Pertini e la violenza del regime che lo condanna. La presenza di Sironi accanto ad altri artisti legati all’esperienza della dittatura mostra la capacità del Presidente di riconoscere nella ricerca visiva uno strumento critico, capace di restituire complessità alla storia che ha vissuto in prima persona.
La partecipazione all’evento è riservata ai titolari di M9 card su prenotazione. Posti limitati.
Dettagli
Data / Ora
Giovedì: alle 17:00