Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Nel momento in cui il metallo fuso raggiunge la temperatura ottimale, viene estratto mediante l’ausilio di una tazza, munita di un manico lungo circa un metro e mezzo, detta #taza# o #cassiòla tonda#; l’attore immerge dapprima lo strumento nel liquido e, nel momento in cui viene sollevato impugnandolo con entrambe le mani protette da guanti, si provvede con un semplice pezzo di legno a liberare il metallo da eventuali impurità (ossidi), che si creano superficialmente a contatto con l’aria. Subito dopo, si procede a riversare con lentezza il metallo entro le staffe attraverso i fori di alimentazione. Per evitare che la pressione del metallo fuso faccia sollevare la staffa superiore vengono posti su di essa, in modo da lasciare liberi i fori di alimentazione, dei pesi costituiti da blocchi di pietra di forme e dimensioni proporzionate alla staffa.

Dettagli

Denominazione

Fusione a staffa

Lavoro

metallurgia

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