Il nuovo lavoro di Anagoor con Luca Altavilla è un canto all’attore, al briccone, al folle. Qui Arlecchino non è soltanto una maschera, ma un personaggio-uomo che interroga il presente: cosa può dirci ancora Arlecchino in un secolo tragico? Nel corso della storia lo ritroviamo a guidare la schiera dei morti nei panni del demone Herlechinus, per poi entrare nel folklore medievale, legato al mondo delle superstizioni e dell’aldilà, fino ad assumere tratti del buffone nella tradizione letteraria.

Dal Cinquecento Arlecchino entra in scena nella Commedia dell’Arte come servo vivace, spensierato, allegro, talvolta diabolicamente astuto ma la sua maschera nera conserva l’eco del demonio medievale, capace di suscitare insieme paura e gioia.

E arriviamo d’un balzo al Novecento. Arlecchino è l'ultimo uomo prima dell’omologazione di massa, Picasso lo utilizza come emblema di una poetica di resistenza dell'individuo contro la tragedia del presente. Enrico Baj ne “I funerali dell’anarchico Pinelli” inserisce un Arlecchino scomposto, frantumato ma ancora riconoscibile. Dunque Arlecchino non muore, ma si ricompone, ricuce i pezzi delle tragedie del passato dentro alla tragedia del (nostro) presente.

Dettagli

Data / Ora

Il: 23/07/2026
Giovedì: alle 21:20

Location

Teatro Accademico

Indirizzo

Via Matteotti, 39, Castelfranco Veneto (TV)

Telefono

+39 0424 524214

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