drammaturgia Marco Gnaccolini
regia Anna Tringali
con Giacomo Rossetto
voci Anna Tringali
scene Antonio Zonta
luci Andrea Patron
videoproiezioni Luca Antonello
foto di scena Francesco Reffo
tecnica Francesco Barutto
distribuzione Giulia Diomaiuta
produzione Teatro Bresci con Nuova Scena / Festival Scene di Paglia e con il patrocinio di Avviso Pubblico
Durata: 75 minuti
831 sono i giorni di durata del sequestro di persona più lungo della storia del nostro Paese. Un sequestro compiuto dalla ‘Ndrangheta e che ha come vittima un ragazzo veneto di diciotto anni: Carlo Celadon. Lo hanno rapito la sera del 25 gennaio 1988 dalla villa del padre, un ricco imprenditore di Arzignano, in provincia di Vicenza. Lo hanno legato con il fil di ferro e chiuso nel bagagliaio di un’ auto per diciassette ore, il tempo di percorrere più di 1300 chilometri, il tempo di arrivare in Calabria. Lo hanno liberato il 4 maggio 1990, abbandonandolo per terra, sul ciglio di una strada, con la chiara consegna di non voltarsi a guardare gli uomini che lo avevano tenuto prigioniero per più di due anni. Aveva i capelli e la barba lunga e perso oltre trenta chili. I 7 miliardi consegnati dalla famiglia e molti dei rapitori si sono dissolti nell’aria.
Dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni ’90, durante quella che viene definita la Stagione dei Sequestri in Italia, ci furono quasi 700 rapimenti a scopo estorsivo, la metà dei quali realizzati dalla ‘Ndrangheta. Molti sequestrati non fecero mai ritorno a casa. Il periodo più drammatico fu quello tra il 1970 e il 1988: solo in quegli anni la ‘Ndrangheta compì 207 sequestri per un giro d’affari di 400 miliardi di lire. I soldi dei riscatti finirono prima nelle costruzioni e poi nel traffico di droga.
Dettagli
Data / Ora
Lunedì: dalle 20:45 alle 23:45