La direttrice di M9 – Museo del ‘900, Serena Bertolucci, presenta un nuovo appuntamento di Un capolavoro alla volta, ciclo di incontri dedicato alle opere della mostra Pertini. L’arte della democrazia.
Ogni incontro è centrato su un solo lavoro e prevede circa 20 minuti di osservazione e racconto in sala, per mettere a fuoco la storia del Presidente attraverso il suo rapporto con l’arte.
Morte del Partigiano
1954
Litografia, foglio 54 x 38 cm
Firma e data in basso
Savona, Musei Civici
In Morte del Partigiano Giacomo Manzù riprende uno dei temi più duri della memoria resistenziale: i corpi dei partigiani esposti lungo le strade dopo le torture e le uccisioni. Con poche linee nette e una composizione essenziale, la litografia concentra tutta l’attenzione sulla figura distesa, sulla sua vulnerabilità e sulla violenza subita, senza alcun compiacimento narrativo.
La stampa nasce come variante inedita delle illustrazioni per la raccolta di poesie Il falso e vero verde di Salvatore Quasimodo, autore molto vicino al mondo degli artisti. Anche per Pertini il dialogo tra poesia e immagine è fondamentale: lettere e testimonianze ricordano il suo apprezzamento per le collaborazioni tra poeti e pittori, e la stima per chi sa raccontare la Resistenza con linguaggi diversi.
L’opera appartiene alla sezione Il partigiano, dedicata agli artisti che hanno vissuto la guerra e l’hanno trasformata in immagini capaci di parlare al presente. Il rapporto tra Pertini e Manzù attraversa gli anni: dalle visite agli studi e alle mostre fino all’accoglienza, da parte del Presidente, della grande donazione della Raccolta Amici di Manzù allo Stato, che sancisce il riconoscimento pubblico di uno dei maggiori scultori del Novecento italiano.
La partecipazione all’evento è riservata ai titolari di M9 card su prenotazione. Posti limitati.
Dettagli
Data / Ora
Giovedì: alle 17:00