Davide Enia arriva in scena con un autoritratto intimo e collettivo che riavvolge il filo sulle vicende di Cosa Nostra avvenute in Sicilia, e in particolar modo a Palermo, attraverso un’accurata analisi personale e collettiva lunga più di 30 anni.
Parte dall’esplosione che a Capaci uccise il giudice Giovanni Falcone, fino ad arrivare al rapimento e l’omicidio di Giuseppe di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia. L’artista stesso ci narra che gli strumenti linguistici usati per affrontare questo lavoro sono quelli che il vocabolario teatrale ha costruito a Palermo: il corpo, il canto, il dialetto, il pupo, la recitazione, il cunto. È dentro questo linguaggio circoscritto che questo problema linguistico va affrontato, sviscerato, interrogato, risolto. Questo lavoro è una tragedia, una orazione civile, un processo di autoanalisi personale dell’artista e condiviso, un confronto con lo Stato, una serie di domande a Dio in persona.
Questo lavoro è un autoritratto al contempo intimo e collettivo.

Dettagli

Data / Ora

Il: 16/07/2026
Giovedì: alle 21:20

Location

Teatro al Castello "Tito Gobbi"

Indirizzo

Bassano del Grappa (VI)

Telefono

+39 0424 524214