La guerra moderna è data dalla somma di funzioni diverse, che il Comando C4, braccio tecnologico dello Stato Maggiore dell’Esercito, sintetizza in: comunicazione, comando, controllo, computer.
Il progresso tecnologico nel campo delle comunicazioni ha cambiato il modo di concepire e combattere le guerre: ha reso più rapidi gli ordini, più efficace il coordinamento e più pervasiva la propaganda.
Dal telegrafo ai satelliti, il dominio dell’informazione è divenuto cruciale quanto quello militare e rappresenta un moltiplicatore di potenza strategica, dove parole, immagini e simboli assumono valore tattico e politico, modellando il consenso e governando la percezione collettiva di ogni conflitto.
La mostra, grazie all’esposizione di uno straordinario e diversificato patrimonio di reperti e grazie alle numerose postazioni interattive, riflette con un approccio esperienziale e dinamico sul tema della comunicazione in ogni tempo, anche di guerra. Le sezioni dedicate alla Grande Guerra dialogano con archi cronologici ampi, ponendo domande sul nostro presente e, al contempo, individuando nella storia antica e moderna l’origine di molte trasformazioni che hanno plasmato le caratteristiche del mondo in cui viviamo.
Proprio nel momento in cui il mondo sperimenta il ritorno della guerra al centro del dibattito pubblico, questa mostra ci porta a riflettere sugli strumenti e le narrazioni durante i conflitti, toccando le corde di problemi sempre attuali.
LA MOSTRA AL MEVE – Memoriale Veneto della Grande Guerra
“Comunicare in guerra” è una mostra che si snoda lungo le sezioni permanenti del MeVe, arricchendole di nuove installazioni interattive, reperti e approfondimenti che raccontano come le invenzioni nate a cavallo tra XIX e XX secolo abbiano creato nuovi media capaci di condizionare la vita di milioni di persone e di imprimere al corso della storia un’importante accelerazione.
Con un approccio multidisciplinare, la mostra racconta come il progresso scientifico abbia reso il mondo più piccolo e rivoluzionato il modo in cui le persone si scambiano informazioni e imparano a leggere ciò che le circonda. Una rivoluzione che ha cambiato anche il modo di combattere e raccontare le guerre: spionaggio, intercettazioni, crittografia e false notizie create a tavolino vedono nei due conflitti mondiali un imponente laboratorio che ha fatto della comunicazione un nuovo fronte di guerra.
La Marconiphone V2, radioricevitore a valvole realizzato dalla Marconi Company, la leggendaria macchina Enigma, un prototipo del primo telegrafo di Marconi, telefoni e telegrafi da campo risalenti ai due conflitti mondiali e una macchina da scrivere Torpedo nazista sono solo alcuni degli oltre 150 reperti che arricchiscono il percorso del MeVe grazie alla collaborazione con importanti realtà museali come il MITAG di Rovereto, il Museo Storico delle Comunicazioni afferente al MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Museo della Terza Armata di Padova, il MUST – Museo Storico Territoriale di Setteville (BL), il Museo Storico del 7° Reggimento Alpini e il Museo della Grande Guerra “Tre Sassi” di Cortina d’Ampezzo.
Importante inoltre l’apporto dato da numerosi collezionisti, con oggetti che arrivano da importanti esposizioni private, come il percorso didattico “La radio nella storia, dalla pila di Volta agli anni Sessanta” di Vedelago, creato da Silvano Gazzola, e del Museo del Colombo Viaggiatore della Federazione Colombofila Italiana di Reggio Emilia.
SEZIONI TEMATICHE
Il vasto tema della comunicazione in guerra viene raccontato nel percorso espositivo attraverso tre filoni narrativi, sintetizzati nel sottotitolo della mostra: segnali, codici e propaganda.
Il mondo dei segnali è quello che riguarda la storia delle invenzioni e delle tecnologie che hanno permesso a informazioni e notizie di viaggiare nel corso del tempo: dai segnali ottici a quelli GPS, passando per la nascita dei servizi postali, telegrafici e telefonici, il mondo delle telecomunicazioni ha attraversato importanti trasformazioni, sia in tempo di guerra che di pace.
L’esperienza sul campo ha, nel corso dei conflitti moderni, dimostrato che ogni informazione, trasmessa con qualsiasi mezzo, può essere intercettata. La sezione dei codici ci porta dunque alla scoperta della guerra nascosta fatta di servizi di ascolto e intercettazione, uffici cifra, spie e intelligence. Si tratta di una guerra dietro le quinte veicolata spesso nell’immaginario collettivo da film e romanzi, ma che ad oggi riveste un ruolo cruciale nell’organizzazione degli eserciti moderni.
Nuovi mezzi di comunicazione e servizi informativi trovano una sintesi operativa nel racconto che viene fatto di ogni conflitto attraverso la propaganda. I conflitti moderni, comprese le due guerre mondiali, hanno dimostrato che perdere la guerra mediatica è cruciale tanto quanto una sconfitta sul campo. Il racconto della guerra, delle vittorie, delle sconfitte, e la costruzione dell’immagine del nemico sono passati nel corso del ‘900 attraverso la radio, il cinema, i giornali, le cartoline, i manifesti e milioni di fotografie, manipolando l’immaginario di milioni di persone di tutte le età.
LA MOSTRA DIFFUSA
Inserita nell’ambito delle attività culturali promosse dalla Legge Regionale 25/2022 “La Grande Guerra infinita”, “Comunicare in guerra” si configura come punto di partenza di una mostra diffusa nei musei storici del territorio veneto, che in sezioni espositive dedicate approfondiranno temi specifici: a Padova, il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea e il Museo del Volo – Castello San Pelagio di Due Carrare; a Venezia, il MUB – Museo della Bonifica di San Donà di Piave, il Museo Batteria V. Pisani di Ca’ Savio e il Tempio votivo del Lido; a Vicenza, il Museo del Risorgimento e della Resistenza, il Museo Civico delle Forze Armate 1914-45 di Montecchio Maggiore e il Museo della Prima Guerra Mondiale di Canove di Roana.
Dal MeVe ai Musei Storici della Regione Veneto la mostra continua con il seguente programma:
- Museo Batteria V. Pisani
Ca’ Savio (VE)
Telemetria e comunicazione nel sistema difensivo di Cavallino Treporti
18 ottobre 2025 – 27 settembre 2026
- MUB – Museo della Bonifica
San Donà di Piave (VE)
La comunicazione nella Grande Guerra tra tecnologia e propaganda
8 novembre 2025 – 27 settembre 2026 - Museo Civico delle Forze Armate 1914-1945
Montecchio Maggiore (VI)
Più la penna che la spada. Rescripta manent
9 novembre 2025 – 29 marzo 2026 - Museo del Risorgimento e della Resistenza – Villa Guiccioli
Vicenza
Grande Guerra: Giornalismo, comunicazioni e servizio postale negli anni 1915-18
dicembre 2025 – giugno 2026 - Museo della Prima Guerra Mondiale
Canove di Roana (VI)
Echi, suoni e luci della Grande Guerra
dicembre 2025 – settembre 2026 - Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea
Padova
La propaganda del prestito nazionale
30 gennaio – 28 giugno 2026 - Tempio Votivo
Venezia Lido
Comunicare la guerra a Venezia. Voci per mobilitare, rassicurare, resistereù
3 marzo – 30 settembre 2026 - Museo del Volo – Castello di San Pelagio
Due Carrare (PD)
Il volo della Serenissima e i tre colori della libertà
9 agosto – 29 novembre 2026
Dettagli
Data / Ora
Venerdì, Sabato, Domenica