Un corpo che irrompe, deciso, a farsi guardare.
Non chiede il permesso: esiste. Prima ancora di raggiungere il palco, ci interroga.
Quanti siamo a guardare? E soprattutto: con quali occhi?
L’Isola dei Ciccioni Felici racconta la storia del grasso Signor O, che parte per Nauru, isola polinesiana in cui la maggioranza della popolazione è obesa, alla ricerca del suo meritato lieto fine.
Non è invece la storia dell’Attore demiurgo dello spettacolo, che monologa e sproloquia, arrovellandosi su sé stesso e sui propri disastri quotidiani, deciso a farsi guardare.
Ma con quali occhi?
Nel solco di un testo costruito tra tracce biografiche e interviste, incarnando una polifonia di esperienze e testimonianze, L’Isola dei Ciccioni Felici è il racconto di un corpo che occupa spazio, che esiste e si mostra, in cui ogni movimento è già parola e ogni parola è già gesto: una prova ostinata di “saper stare”.
Una storia, a volte tenera, di chi vuole essere visto e non solo osservato, di chi cerca di esistere non come bersaglio da colpire, creatura da accettare o monito da temere, ma semplicemente come corpo, che sa stare.
di e con Andrea Mattei
assistenza e luci Massimo Giordani
movimenti di scena Marta Vergani
scenografia Simona Campisi e Lorenzo Fedi
costume Anna Chiara Capialbi
musica e sonoro originali Chiara Troiano
produzione Teatrino dei Fondi, Accademia Perduta/Romagna Teatri
con il sostegno di Scenario ETS e Teatro DueMondi – Residenze per gli Artisti nei Territori, Faenza
Premio Scenario Periferie 2025
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Data / Ora
Lunedì: alle 21:00