L’Associazione Vicenza Arte Contemporanea, costituita per iniziativa di un gruppo di appassionati e collezionisti, in particolare da Novelio Furin, inaugura la prima mostra “Una curiosità inesauribile”, dedicata alla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo giovedì 28 maggio alle 16. Sarà allestita in due grandi sale al piano terra delle Gallerie di Palazzo Thiene, concesse per due anni all’associazione dal Comune di Vicenza e i Musei civici grazie ad un accordo di partenariato con l’obiettivo di promuovere eventi dedicati all’arte contemporanea.
Le due sale, attigue alla loggia inferiore, originariamente adibite ad uffici, sono state recentemente recuperate. Costituiscono un nucleo architettonico in dialogo con il loggiato ma separato dal percorso espositivo e quindi adatte ad una fruizione a sé stante.
L’Associazione Vicenza Arte Contemporanea si prefigge la valorizzazione del patrimonio di conoscenza e bellezza custodito nelle collezioni private di arte contemporanea del territorio vicentino e veneto. L’associazione si è formata nella convinzione che il collezionismo non sia semplicemente un passatempo un po’ snob ma un modalità di pensiero, una vera e propria attività creativa sebbene, spesso, non riconosciuta come tale.
L’associazione ha chiesto ai coniugi Bonollo di selezionare alcune opere della loro straordinaria collezione, costituita in trent’anni di viaggi e scoperte, attraverso le quali disegnare il proprio ritratto di collezionisti; opere significative nel loro percorso collezionistico; importanti perché segnano snodi nel loro gusto e danno misura della loro eclettica sensibilità. È una collezione che si è formata seguendo quella “curiosità inesauribile” che dà titolo all’esposizione e che li ha portati ad acquisire opere anche molto diverse tra loro per stile, provenienza o tecnica di esecuzione: la collezione spazia dal disegno all’istallazione ambientale, passando per la pittura, la scultura e la fotografia. Nel suo complesso, la collezione Bonollo è in se stessa un’opera d’arte contemporanea, perché elude costantemente la tentazione di porre un limite, di fissare lo sguardo su identità e somiglianze e, al contrario, accoglie e registra quelle dissonanze e contraddizioni che segnano, in fondo, lo spirito del nostro tempo, restituendo un sguardo ad ampio raggio della tensione, dell’inquietudine e anche della bellezza del presente.
Sandra e Giancarlo sono così diventati autori della mostra, curando la selezione e l’allestimento delle opere, ne è nata una mostra ordita attraverso dialoghi e opposizioni, con opere che sembrano sempre trovare in quelle accanto uno speciale contrappunto visivo.
Il visitatore è subito colpito, e attirato, dalle sculture che occupano il centro delle sale: la sensuale e aliena scultura in schiuma e lycra rosa, morbidamente distesa sul pavimento del brasiliano Ernesto Neto, e il ruvido e insieme morbido cubo di rafia intrecciata che racchiude uno sviluppo vertiginoso di Giuseppe Gabellone. L’invito forse ad entrare in una dimensione di metamorfosi in cui le apparenze perdono certezza e definizione.
La parte preminente dell’esposizione è dedicata alla pittura: tre piccoli quadri della statunitense Jennifer L. Lee, in bilico tra la conturbante presenza della pittura iperrealista e una densità intima e materica vagamente naif, sono messi in risonanza con l’articolato racconto in tre parti – una pittura disassemblata, polimaterica, tesa verso l’installazione ambientale – dell’australiana Julia Gutman.
Le perturbanti figurazioni dell’americano Adam Gordon, dello svizzero Osama Al Rayyan e dell’olandese Michael Raedecker, hanno il loro eco nelle opere astratte di Roberto Cuoghi, presente con bel lavoro in quattro parti, dell’americano Ross Bleckner e del rigoglioso, grande acquerello del cubano Jorge Pardo. A completare la trama visiva della mostra c’è il dialogo tra i due dittici degli artisti americani Steffan Jemison e Jacob Kassay; tanto profondo e morbido il primo quanto duro e pellicolare il secondo.
La mostra vuole essere anche un invito esplicito a scoprire (per chi ancora non la conoscesse) la Fondazione Bonollo di Thiene. Attiva da due anni, la Fondazione ha sede in una bella chiesa sconsacrata (in abbandono da anni, la chiesa e parte del convento a cui era annessa, è stata ristrutturata e restituita alla comunità grazie alla generosità dei coniugi) in cui Giancarlo e Sandra Bonollo, attraverso un ricco programma di mostre in cui artisti internazionali sono invitati a presentare lavori pensati appositamente per il luogo, condividono con il pubblico la loro curiosità inesauribile.
Gli artisti: Osama Al Rayyan, Ross Bleckner, Roberto Cuoghi, Giuseppe Gabellone, Adam Gordon, Julia Gutman, Steffan Jemison, Jacob Kassay, Jennifer L. Lee, Ernesto Neto, Jorge Pardo, Michael Raedecker.
Ingresso libero.
Giorni e orari: da giovedì a domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). Aperture straordinarie: 1 e 2 giugno, 15 agosto, 8 settembre.
Dettagli
Data / Ora
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: alle 10:00