In occasione del Cinquecentenario della nascita di Giambattista Zelotti, la rassegna “Ospiti al Chiericati” presenta un raro capolavoro della produzione religiosa del pittore veronese: la Deposizione di Cristo nel sepolcro, già nel monastero delle canonichesse regolari lateranensi del Corpus Domini di Vicenza fino alle soppressioni napoleoniche, oggi conservata nel Castello di Pitten in Austria.

A oltre duecento anni dalla sua dispersione, il dipinto torna eccezionalmente a Vicenza, la città per cui fu realizzato, esposto accanto alle opere di collaboratori e sodali di Zelotti, come Paolo Veronese e Giovanni Antonio Fasolo.

Secondo il Vangelo di Giovanni (19, 38-42), dopo la morte di Gesù sulla croce, Giuseppe d’Arimatea, autorevole membro del Sinedrio e suo discepolo in segreto, ne chiede il corpo a Pilato. Con l’aiuto di Nicodemo, lo trasporta in un giardino presso il luogo della Crocifissione, lo unge con mirra e aloe secondo l’usanza giudaica e lo depone in un sepolcro vuoto. Secondo gli evangelisti Marco, Matteo e Luca, con loro ci sono Maria di Màgdala e Maria la madre di Gesù. È il giorno di Parasceve (“preparazione”), il Venerdì di Pasqua. Prendendo spunto dalle incisioni di Parmigianino e Schiavone, Zelotti interpreta il soggetto con rara maestria, restituendo anatomie e panneggi con studiata abilità prospettica e seducente qualità tattile, esaltata dal preziosismo cromatico e dagli efficaci accordi timbrici.

L’opera, databile per confronto stilistico al tempo dell’esecuzione degli affreschi della villa Emo a Fanzolo, è ricordata da Ridolfi (1648) nella chiesa delle monache agostiniane del Corpus Domini di Vicenza, dove si trovava anche un’Ultima Cena ora perduta. Boschini (1676) precisa che essendo «già in pericolo d’esser rubato le Madri lo tengono in monasterio; però nella loro solennità, che è il giorno del Corpus Domini, lo pongono in Chiesa, e poi lo ritornano al Monasterio». Dispersa a seguito delle soppressioni napoleoniche e della demolizione del convento, la tela riemerse nel 1986. L’identificazione con il dipinto vicentino descritto dalle fonti è confermata dall’incisione del bassanese Gaetano Zancon, realizzata poco prima della dispersione, che ne ricalca fedelmente il disegno.

Ingresso con il biglietto del Museo Civico Palazzo Chiericati; gratuito con la Platinum Card.

Il Museo è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. CHIUSO IL LUNEDÌ.


Dettagli

Data / Ora

Dal: 10/09/2026 Al: 31/01/2027
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: alle 10:00

Location

Museo Civico di Palazzo Chiericati

Indirizzo

Piazza Matteotti, 37/39, Vicenza (VI)

Telefono

+39 0444 222811

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