Per la rassegna “Ospiti al Chiericati” il Museo Civico di Palazzo Chiericati accoglie una singolare e preziosa tavoletta che si custodisce nelle raccolte d’arte della splendida casa museo parigina dei coniugi Nélie Jacquemarte e Edouard André sul Boulevard Haussmann: l’Allegoria della Verginità del pittore tedesco, naturalizzatosi fiammingo, Hans Memling.

L’opera viene presentata in dialogo con uno dei capolavori delle raccolte civiche vicentine, il pannello centrale del Trittico di Jan Crabbe che Memling dipinse per l’abbazia cistercense delle Dune di Koksijde, nelle Fiandre Occidentali (attuale Belgio).

Della squisita composizione risalta la singolare iconografia, dal contenuto apparentemente enigmatico. In un fondo valle punteggiato da boschi e da una città turrita, la terra partorisce un’altura frastagliata che gemma in aguzze punte di quarzo scintillante; sulla sommità una fanciulla, in costume borgognone, è il bocciolo che fiorisce dalla concrezione rocciosa. Ai piedi del monticello, da cui sgorga una fonte d’acqua pura frammista a pietre preziose e coralli, due leoni guardinghi, muniti di scudi forgiati ad arte, custodiscono il “tesoro”. Ogni elemento concorre a fare di questo nobile e prezioso “emblema” un’allegoria parlante, che parrebbe rimandare al trionfo della verginità o della purezza. Il monte impervio rimanda, come l’hortus conclusus, all’inviolabilità della donna, che intreccia le mani in grembo e abbassa lo sguardo, nei tipici gesti della pudicizia e della castità; l’ametista, con il suo colore viola, è simbolo di umiltà e verginità; la fonte, sorgente di vita, come le gemme che sgorgano, sono richiami alla condizione paradisiaca ed edenica, sine macula, senza peccato. C’è chi ha intravisto, nella trama simbolica del quadro, un’allegoria della Vergine Maria Sede della Sapienza Divina, come i leoni salomonici parrebbero adombrare.

Puntuali confronti con opere che si scalano tra anni settanta e ottanta del Quattrocento, consentono di collocare la tavoletta francese in questo scorcio di anni. Anche se va rilevato che gran parte dello sfondo paesaggistico è frutto di un rifacimento, la qualità dell’opera depone in favore della piena autografia. Se sconosciuti restano i committenti, difficile è capire quale fosse l’assetto originario della tavola: forse fungeva da ‘coperta’ allegorica a un ritratto o più probabilmente è elemento di un dittico o di una serie di quadretti concepiti come moniti morali e inviti alla virtù.

Ingresso con il biglietto del Museo Civico Palazzo Chiericati; gratuito con la Platinum Card.

Il Museo è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. CHIUSO IL LUNEDÌ.


Dettagli

Data / Ora

Dal: 08/09/2026 Al: 31/01/2027
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: alle 10:00

Location

Museo Civico di Palazzo Chiericati

Indirizzo

Piazza Matteotti, 37/39, Vicenza (VI)

Telefono

+39 0444 222811

Museo correlato

Museo

Museo Civico di Palazzo Chiericati

Dal 1855 sede storica del Museo civico, Palazzo Chiericati ospita oggi le raccolte comunali di dipinti, sculture e arti applicate dal XIII al XVIII secolo. Capolavoro della prima maturità del Palladio (1550), conserva al suo interno, oltre alle decorazioni d'epoca, importanti documenti (...)

Piazza Matteotti, 37/39, 36100, Vicenza (VI)