Quali immagini del femminile ha costruito il cinema delle origini? E come si intrecciano desiderio, seduzione, colpa e emancipazione nella figura della diva?
La conferenza Dive fatali nel cinema muto tra Italia e Germania, a cura del prof. Denis Lotti (docente e storico del cinema, in particolare del muto), propone un percorso tra cinema, cultura e immaginario visivo, mettendo a confronto due contesti cinematografici profondamente diversi ma accomunati dalla fascinazione per la figura della diva.
La conferenza, integrata da proiezioni di frammenti e immagini d’epoca, analizza la figura della diva nel cinema muto, ponendo in dialogo l’Italia e la Germania a cavallo della Prima guerra mondiale. Grazie a figure centrali come Lyda Borelli, Francesca Bertini, Asta Nielsen e Brigitte Helm, il percorso attraversa alcune metamorfosi di corpi e immaginari femminili: dalla donna vipera, predatrice e magnetica, alla donna vittima, sacrificata a desiderio, colpa e destino. Nel diva film italiano, tra liberty, melodramma e dannunzianesimo, Borelli incarna una sensualità teatrale e febbrile; Bertini introduce una verità gestuale più terrena, capace di trasformare la martire in soggetto morale. Nello spazio produttivo tedesco, la danese Nielsen apre a una modernità inquieta, sensuale e androgina; nel pieno del clima weimariano, Helm, in Metropolis, incarna la purezza angelicata e la seduttrice demoniaca, dando vita a un celebre doppio perturbante che farà scuola. L’intervento confronta le maschere della femme fatale e della martire quale espressione di una stessa crisi. In breve, la pur lenta progressione dell’emancipazione femminile appare, al contempo, come desiderio e minaccia. Pur nelle diversità culturali ed estetiche, alcune produzioni cinematografiche italiane e tedesche appaiono affini, unite dalla fascinazione per la diva quale proiezione esasperata della femminilità. Da un lato troviamo l’estasi mediterranea e decadente; dall’altro, invece, i dubbi della modernità con le sue sfide sociali: inquietudini che animano un destino comune che, dalla tragedia della Grande guerra, porterà, seppure in tempi differenti, ai totalitarismi fascista e nazista e a un nuovo conflitto catastrofico.
L'incontro si inserisce nel programma di Vedendo Eros come occasione di approfondimento sul rapporto tra corpo, desiderio e rappresentazione, offrendo uno sguardo storico su alcune delle immagini del femminile che hanno contribuito a plasmare l'immaginario erotico e cinematografico del Novecento.
Ingresso gratuito con prenotazione consigliata
Per informazioni > vedendoeros@gmail.com
Dettagli
Data / Ora
Venerdì: alle 18:30