“Quando si parla di testi teatrali e di bambini e ragazzi, si ha subito in mente il fine della messa in scena collettiva o della lettura performativa ad alta voce: dizione, espressione, tono, respiro… Nel saggio-manuale che ho pubblicato lo scorso anno, nato da una mia lunga ricerca come scrittrice e lettrice, la voce di cui parlo è invece quella interna alle parole. E il gioco che invito a praticare è un incontro fra le voci sulla pagina e le nostre, quelle di ogni giorno ma anche quelle che l’azione del leggere permette di scoprire.” Federica Iacobelli
L’invito è a leggere i testi teatrali da vicino e dal di dentro, a farli risuonare attraverso le infinite voci possibili (le loro e le nostre), a smontarli con pazienza, a cercare le nostre emozioni in quelle dei personaggi, a errare tra gli spazi bianchi e quelli inchiostrati delle pagine di copioni scritti da grandi autori e autrici.
Perché leggere storie in forma di teatro può stimolare conoscenze, sviluppare attitudini come la fiducia in sé stessi, l’ascolto dell’altro, il lavoro di gruppo. Permette di lavorare su un approccio sensibile e giocoso ai testi letterari, di ritrovare la pienezza delle parole in tempi in cui le parole vengono ovunque mortificate.
Traccia una via per ascoltare le voci di altre e di altri – personaggi e paesaggi lontani o vicini, umani o animali o altro, astratti o concreti – e in quelle cercare la propria, anzi le proprie, con il piacere di errare, con la consapevolezza che ogni incontro è diverso, e che nessun errore vuol dire sbagliare.
Incursioni, dibattiti, esercizi con la guida di Federica (Alma) Iacobelli
a partire dal suo saggio-manuale Leggere teatro è un gioco da ragazzi (Dino Audino editore, 2026)
Partecipazione gratuita, su prenotazione
Dettagli
Data / Ora
Mercoledì: alle 18:00