Palazzo Roverella rinnova la sua vocazione per la grande fotografia dedicando una mostra a Man Ray, sperimentatore poliedrico che sviluppa la sua ricerca prima a New York e poi nell’ambiente surrealista parigino. Le sue invenzioni visive hanno un impatto dirompente, capace di trasformare la materia fotografica in pura poesia visiva:  la mostra offre un’immersione nella creatività dell’artista e uno sguardo ravvicinato all’arte delle Avanguardie e ai suoi grandi protagonisti.

Man Ray, al secolo Emmanuel Radnitzky, nasce nel 1890 a Filadelfia, ma presto si trasferisce con la famiglia a Brooklyn, dove si avvicina alle avanguardie artistiche newyorkesi. L’incontro con Marcel Duchamp è decisivo. Nel 1921 lascia New York per imbarcarsi alla volta di Parigi, dove entra nel cuore delle avanguardie europee.

Pittore, fotografo, designer, cineasta e creatore di oggetti, Man Ray trova nel Dadaismo e nel Surrealismo lo spazio ideale per attraversare tecniche e linguaggi differenti senza lasciarsi imprigionare da definizioni. Un’attitudine che emerge persino nel modo in cui parlava della sua passione per gli scacchi: non si considerava uno “scacchista”, ma semplicemente «uno che muove i pezzi». Piuttosto che aderire a una disciplina, Man Ray preferiva esplorarne liberamente le possibilità.

È questa libertà a guidare il percorso della mostra che Palazzo Roverella dedica a Man Ray. Il maestro del Surrealismo.

L’artista che non voleva scegliere

Nato Emmanuel Radnitzky nel 1890 a Filadelfia e cresciuto a Brooklyn, Man Ray si avvicina giovanissimo alle avanguardie artistiche newyorkesi. Decisivo è l’incontro con Marcel Duchamp, con cui stringe un lungo sodalizio artistico e personale. Nel 1921 lascia New York per approdare a Parigi, allora centro nevralgico della sperimentazione europea.
Pittore, fotografo, designer, cineasta e creatore di oggetti, Man Ray trova nel Dadaismo e nel Surrealismo lo spazio ideale per attraversare tecniche e linguaggi senza lasciarsi imprigionare da definizioni.
La mostra che Palazzo Roverella dedica a Man Ray riunisce circa 300 opere tra fotografie, disegni, litografie, oggetti e documenti storici. Un percorso per scoprire un artista libero e ironico che per tutta la vita ha esplorato tecniche e linguaggi facendo della libertà il centro della propria ricerca.

Un universo in continua trasformazione 

Per Man Ray, la realtà non è qualcosa da riprodurre fedelmente, ma un punto di partenza da trasformare. Un volto può diventare una maschera, un corpo uno strumento musicale, un oggetto quotidiano qualcosa di enigmatico e inatteso.

La fotografia è soltanto uno dei territori della sua ricerca: Man Ray sperimenta con la pittura, il cinema, la moda, gli oggetti e la luce stessa, passando da una tecnica all’altra con assoluta libertà. Anche quando usa una macchina fotografica, il suo obiettivo non è documentare il mondo, ma reinventarlo.

La mostra è curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca ed è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e la produzione di Silvana Editoriale.



Dettagli

Data / Ora

Dal: 13/11/2026 Al: 31/01/2027
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì: dalle 09:00 alle 19:00
Sabato, Domenica: dalle 09:00 alle 20:00

Location

Palazzo Roverella

Indirizzo

Via Laurenti 8/10, Rovigo (RO)

Telefono

+390425460093