Palladio, Villa La Rotonda

 

Villa La Rotonda, Palladio

 

Il primo a darcene notizia fu lo stesso Palladio che pubblicando nel 1570 il suo trattalo I Quattro Libri dell' Architettura dava anche la pianta e uno spaccato della villa; in cui essa ci appare molto simile all'attuale.  Sulla sua ideazione influirono sia la cultura manieristica del tempo che la suggestione romana del Pantheon.  Per cultura manieristica intendiamo quell'insieme di regole spesso basate sul virtuosismo che si diffusero durante il Cinquccento nel linguaggio artistico italiano.  La moltiplicazione per quattro del pronao realizzato nella Rotonda è a suo modo un virtuosismo, un gioco, una formula applicata a un monumento architettonico. In quanto al Pantheon, che, si noti, era allora chiamato la "Rotonda" come sarà più tardi chiamata la villa, il Palladio non voleva certamente imitarlo, ma ne accettava ugualmente alcuni preziosi suggerimenti: la pianta unitaria, la grande cupola centrale, il connubio tra elementi curvi e rettilinei, il pronao solenne.

Quando Paliadio costruì la villa stava oltrepassando i sessant'anni e aveva già eretto molte delle sue architetture più famose, aveva compiuto il rivestimento della Basilica, edificati i palazzi Porto Festa, Thiene e Chiericati a Vicenza, la villa di Maser, la Malcontenta e molte altre.  La Rotonda appartiene quindi al periodo tardo della sua maturità assieme ai palazzi Valmarana e Porto Barbaran, alla loggia del Capitanio, alle grandi chiese veneziane di San Giorgio e del Redentore e al tempietto di Maser.  Rappresenta, insomma, anche da un punto di vista cronologico, il coronamento di un ideale che si era andato maturando in lui lungo tutto l'arco della sua attività.

Sempre nel suo trattato, così si esprime il Palladio: "Il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possano ritrovare: perchè è sopra un monticello di ascesa facilissima, et è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile,  e dall' altra è circondato da altri amenissimi colli, che rendono l'aspetto di un molto grande Theatro, e sono tutti coltivati, et abondanti di frutti eccellentissimi,  et di bellissime viste, et altre,  che terminano con l' Orizzonte; vi sono state fatte le loggie in tutte quattro le faccie".
Si è trascritta questa pagina perché vi è sottolineata l'importanza della posizione topografica e la considerazione in cui l'architetto l'ha tenuta. Il Palladio si rese perfettamente conto della bellezza naturale del luogo e della necessità di valorizzarlo aprendo la villa in tutte le direzioni.  Quella che poteva essere una capziosità estetizzante, la moltiplicazione dei pronai, ritrovava una sua funzione naturale adeguandosi allo scenario entro cui la costruzione veniva situata.

Il poggio su cui sorge la villa di poco emerge dalla vicina pianura, ma quel poco basta a dare regalità ai suoi pronai e a far godere, a chi vi è ospite e la abita, un panorama amplissimo.  La stessa disposizione delle facciate sembra cercare una relazione con la strada che la costeggia in basso e con l'altra che la sfiora verso occidente portando al suo accesso principale. In realtà la Rotonda ha un preciso orientamento astronomico per cui i suoi angoli sono disposti verso i quattro punti cardinali.  In questo modo non vi e una facciata che non possa godere del beneficio del sole lungo l' arco della giornata, e di quella luminosità piena che per le architetture del Palladio è tanto importante.

Fondazione La Rotonda,  testo tratto dalla guida ‘"La Rotonda Vicenza di Franco Maria Ricci"


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Ultimo aggiornamento: 10-05-2021